
Matt Damon, uno degli attori più noti di Hollywood e protagonista del nuovo film Netflix The Rip, attualmente in vetta alle classifiche della piattaforma in ben 89 Paesi, rivela che Netflix ha trovato una soluzione per gli spettatori distratti. In una recente intervista molto seguita, l’attore ha spiegato come il modo di fare cinema per lo streaming stia cambiando e perché sempre più spesso gli sceneggiatori devono adattare le storie per catturare l’attenzione di chi guarda mentre, contemporaneamente, scorre il telefono.
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Matt Damon evidenzia le profonde differenze tra la tradizionale esperienza cinematografica in sala e quella attuale dello streaming. Al cinema l’attenzione è collettiva e condivisa, un aspetto difficile da replicare a casa. Lo streaming, invece, consente di vedere film e serie in contesti molto diversi, spesso con molte distrazioni, come il telefono sempre a portata di mano: il cosiddetto multitasking. È proprio questa frammentazione dell’attenzione dello spettatore a influenzare le scelte creative: Damon rivela che Netflix chiede sempre più spesso che gli elementi chiave della trama vengano esplicitati più volte nei dialoghi, anche tre o quattro volte, per evitare che qualcuno si perda nella narrazione.
Matt Damon in The Rip (Foto: Materiali Stampa Netflix)
Oggi molte produzioni in streaming sono consumate come media di sottofondo, guardate mentre si svolgono altre attività quotidiane, tra impegni, conversazioni o scroll del telefono. Di conseguenza, la visione non significa più immergersi completamente nella storia, ma diventa uno dei tanti stimoli paralleli, e questo influenza il modo in cui creatori e piattaforme progettano la narrazione.
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Netflix ha la soluzione?
Damon ammette che il modello narrativo classico – con tre grandi sequenze e il climax alla fine – sta lasciando spazio a una nuova logica: un impatto forte già nei primi minuti. Netflix punta a catturare subito l’attenzione dello spettatore, per evitare distrazioni. L’attore esprime qualche preoccupazione, sostenendo che questo approccio potrebbe limitare la libertà creativa e appiattire le storie. Tuttavia, riconosce che esistono eccezioni, citando produzioni di successo che non seguono queste regole imposte dagli algoritmi, come riportato da The Hollywood Reporter.
Proprio in questo contesto arriva The Rip, l’ultimo successo Netflix prodotto da Artists Equity – la società fondata dallo stesso Damon e dall’inseparabile collega (e amico personale sin dai tempi del liceo) Ben Affleck. Con questo progetto, i due attori hanno negoziato con Netflix una formula insolita: bonus per la troupe in caso di buoni risultati di audience. Damon e Affleck non vedono lo streaming, necessariamente, come una minaccia per il cinema, ma come una nuova fase evolutiva. La domanda però rimane: nella corsa per catturare l’attenzione, si rischia di perdere ciò che conta davvero nel cinema, ovvero la fiducia nell’intelligenza del pubblico e la forza di una narrazione ben costruita? Ai posteri l’ardua sentenza, per dirla col Manzoni.

