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“Il Gattopardo” di Netflix, un viaggio nelle splendide location. Per rivivere la magia di un’epoca

Pubblicato: 04/05/2023 08:00

Da quando, alcuni giorni orsono, è uscita la notizia, ha subito suscitato un interesse notevole e trasversale, tanto sono stati amati il romanzo e, soprattutto, il film “Il Gattopardo”: Netflix, ora, si è lanciata in una impresa a dir poco ambiziosa, quella di far rivivere la magia nella serie italiana che, solo dal 27 aprile, ha iniziato a girare. Alcuni si chiedono se “Il Gattopardo” della piattaforma streaming sarà all’altezza dei suoi predecessori pluripremiati. Se il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa vinse il Premio Strega nel 1959, il film omonimo di Luchino Visconti ottenne numerosi riconoscimenti cinematografici, tra cui la Palma d’oro al Festival di Cannes del 1963. E gli scenari? Le location non sono ancora tutte conosciute, ma in quest’articolo cercheremo di approfondire (Continua a leggere dopo il video)
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Ti sei perso i titoli nuovi in uscita su Netflix questa settimana? Come sempre, sai che puoi trovare su Netflixmania i riepiloghi delle nuove uscite della settimana qui e la lista aggiornata delle migliori serie e i Top 10 film oggi qui. Dai anche un’occhiata al nostro elenco aggiornato delle nuove uscite di maggio

La celeberrima scena del valzer

Ci sono immagini che consegnano un film (o una serie) alla leggenda, rendendo universalmente riconoscibile il prodotto. Non si può parlare de “Il Gattopardo” senza menzionare il valzer – una partitura inedita di un Valzer brillante per pianoforte di Giuseppe Verdi, adattata per l’orchestra dal grande Nino Rota – che ballano il principe don Fabrizio (Burt Lancatser) e Angelica (Claudia Cardinale) nella meraviglia barocca del Palazzo Valguarnera-Gangi, la cui sontuosa galleria degli specchi ospita le danze, ma anche le riflessioni del principe di Salina sul decadimento di un’epoca. Una residenza sfarzosa, con le sue boiserie, il soffitto con 15 cupole e i tre grandi lampadari di vetro di Murano, uno dei quali, con i suoi 102 bracci, è terzo al mondo per grandezza. Nella serie, il valzer si terrà in un altro palazzo nobiliare palermitano: Palazzo Comitini, nella centralissima via Maqueda, oggi sede della Città metropolitana di Palermo. La cosiddetta Sala Martorana, dal nome del pittore Gioacchino Martorana a cui si deve la Gloria del Principe dipinta sulla volta, sembra la più adatta per replicare la ben nota scena: il pavimento è un fastoso maiolicato settecentesco napoletano e può far ricordare quello del palazzo del film di Luchino Visconti. Assai suggestivi anche i salottini alla cinese, dove c’erano decine di piatti di porcellana incassati nelle pareti lignee, poi sostituiti da piatti della ceramica Florio, altra grande dinastia siciliana. (Continua a leggere dopo il VIDEO)

Palermo, un set a cielo aperto

La serie “permette di mostrare la città e le sue bellezze a un pubblico internazionale, amplificando ulteriormente il messaggio di attrattività e accoglienza turistica che Palermo già trasmette al mondo”, ha dichiarato il sindaco, Roberto Lagalla. Villa Boscogrande (nella foto in basso), usata per le scene del film del 1963 nella residenza dei Salina, si trova sulla Piana dei Colli di Palermo, alle pendici del Monte Pellegrino, insieme ad altre splendide ville settecentesche, circondate da ampi e rigogliosi giardini. Dovrebbe (al momento dobbiamo usare il condizionale) ritornare protagonista anche nella serie. All’epoca, il regista Luchino Visconti fece restaurare la villa in soli 24 giorni prima di girare la pellicola. Così come strade e piazze già viste nel film: piazza San Giovanni Decollato con la sua chiesa, la grande piazza Sant’Euno, la piazza della Vittoria allo Spasimo con la celebre chiesa incompiuta, piazza della Marina e il rione Kalsa, l’antico quartiere arabo di Palermo. (Continua a leggere dopo la foto)

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Donnafugata (che non esiste)

Donnafugata non esiste nella realtà. Le scene sono state girate nel borgo siciliano di Ciminna, in provincia di Palermo. La Chiesa Madre, con i suoi splendidi pavimenti di maioliche, e alcuni luoghi del paese, sia per gli esterni sia per gli interni, sono serviti da location per il film: come il ringraziamento in chiesa dopo l’arrivo a Donnafugata, le scene di caccia e la partenza del principe Chevalley. Qui, nel castello di famiglia, Burt Lancaster decide di ritirarsi mentre la Storia fa il suo corso, durante lo sbarco dei Mille di Garibaldi, e un’epoca passata dà il passo a una nuova era. (Continua a leggere dopo la foto)

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Le altre location

L’isola di Ortigia, incantevole propaggine della città di Siracusa; Palazzo Manganelli a Catania, uno dei più prestigiosi della Sicilia, che già ospitò alcune scene del film del 1963; la cittadina di Licata: sono altri set della serie Netflix, mentre non è ancora chiaro se le scene girate a Roma saranno ancora ospitate nel Palazzo Chigi di Ariccia, alle porte della capitale, come fu nel 1963.

Film e serie a confronto

Come abbiamo scritto in apertura, non sarà facile reggere il confronto con l’illustre precedente: sul sito aggregatore Rotten Tomatoes, il film di Luchino Visconti registra il 98% delle recensioni professionali positive, con un consenso che recita, “sontuoso e malinconico, Il gattopardo presenta battaglie epiche, ricchi costumi e un valzer da ballo che si candida per la più bella sequenza trasposta in cinema”. I protagonisti della produzione Netflix sono Kim Rossi Stuart (Don Fabrizio Corbera, Principe di Salina, nel ruolo che fu di Burt Lancatser), Benedetta Porcaroli (Concetta, figlia del principe di Salina), Deva Cassel (Angelica, in passato interpretata da Claudia Cardinale) e Saul Nanni (Tancredi, ovvero Alain Delon). Non vedremo la miniserie “Il Gattopardo” nel catalogo di Netflix prima della fine del 2023 o i primi mesi del 2024.

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FONTI

Corriere della sera, Sky TG24, Viaggiamo, Qui Licata