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“Fauda”, su Netflix tutte le stagioni. Il conflitto israelo-palestinese, tra realtà e fiction

Pubblicato: 19/04/2023 06:00

La serie israeliana “Fauda” è tra le proposte più affascinanti di Netflix: quando fiction e realtà coincidono e si sovrappongono. La serie thriller, il cui titolo in arabo vuol dire “Caos”, è caratterizzata da un vivido iperrealismo, azione e ritmi serrati. Prodotta dalla emittente israeliana Yes TV, racconta le azioni di un’unità d’élite dello Shin Bet, l’intelligence militare dello Stato ebraico, che opera sotto copertura in Cisgiordania e a Gaza. È giunta alla quarta stagione, rilasciata a partire dal 20 gennaio 2023. In questi nuovi 12 episodi un evidente richiamo alla realtà, che può guidarci a una maggiore comprensione della tensione arabo-israeliana, è dettato dal nuovo personaggio che entra in azione, Maya, palestinese con cittadinanza israeliana.
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Dunque, se “Shtisel” ci ha raccontato la vita quotidiana di una famiglia ebrea ultraortodossa di Gerusalemme, legata a una tradizione millenaria, e “La famiglia dei diamanti” inquadrerà (dal 21 aprile 2023 su Netflix) da una prospettiva insolita la cultura ebraica della diaspora, “Fauda” ci immergerà nella triste realtà della violenza che, purtroppo, affligge una terra che è Santa per le tre religioni del Libro. (Continua a leggere dopo la foto)

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Fauda | La trama

In questa quarta stagione il centro dell’azione è Jenin. Il blitz israeliano a caccia di una cellula estremista palestinese, narrato nella quarta stagione, presenta evidentissime analogie con quanto accaduto il 26 gennaio del 2023, precisamente a Jenin. Ne parlammo in un articolo dedicato. La serie, sin dalla prima stagione, racconta la storia di Doron (interpretato da Lior Raz, che è anche creatore della serie), un ufficiale di una unità antiterrorismo Mista’arvim – i reparti speciali delle Forze di difesa israeliane – che operano come infiltrati in territori palestinesi di Gaza ed in Cisgiordania, e il suo reparto mentre tentano la cattura di un terrorista di Hamas responsabile di diversi attacchi terroristici, conosciuto come “Abu-Ahmed” o “La Pantera”. Si proseguirà, poi, con la ricerca di Nidal al-Maqdisi, un militante dello Stato Islamico che ha creato una cellula dell’ISIS nei territori occupati, e col tentativo di liberazione di due ragazzi israeliani rapiti da Hamas. Nella quarta stagione vi saranno nuove minacce e il protagonista Doron dovrà affrontare due minacce su due fronti: gli attivisti di Hezbollah dal Libano e i militanti palestinesi in Cisgiordania.

Fauda | Il cast

Oltre a Raz, la nuova stagione segna anche il ritorno dei membri del cast: Itzik Cohen (nei panni del Capitano Ayub), Rona-Lee Shimon (Nurit), Idan Amedi (Sagi), Doron Ben David (Steve), Yaacov Zada Daniel (Eli) e Meirav Shirom (Dana). Spazio anhce a nuovi interpreti, come l’ex star di Lucifer, Inbar Lavi, Mark Ivanir (Barry), Amir Boutrous (The Crown), Lucy Ayoub (Maya) e Loai Noufi (Hashoter Hatov). [Continua a leggere dopo la foto]

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Fauda | Il trailer della quarta stagione

Fauda | L’ingresso in scena di Maya

In questa quarta stagione fa il suo ingresso un nuovo personaggio, Maya, palestinese con cittadinanza israeliana, dunque madrelingua araba ma che parla un ebraico impeccabile (guardata con sospetto da una parte e dall’altra), è un’agente di polizia. Il conflitto interiore dettato da questa sua identità multipla è restituito con una profonda introspezione psicologica. A interpretarla è Lucy Ayoub, attrice e poetessa nata da matrimonio misto, che di sé ha scritto: “Alcuni di voi diranno che sia figlia di un arabo e allo stesso tempo ad occhi di altri sarò la figlia di un’ebrea. Quindi non ditemi che non posso essere tutte e due le cose”. Parole sagge e ponderate, che dovrebbero far riflettere da entrambe le parti di questo terribile, decennale, conflitto. (Continua a leggere dopo la foto)

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Fauda | Info

• Data di pubblicazione: 2015 – in produzione
• Genere: drammatico, thriller
• Titolo originale: Fauda
• Stagioni: 4
• Episodi: 12 (per ciascuna stagione)
• Durata di ogni episodio: 45 minuti
• Lingua originale: ebraico, arabo
• Regia: Assaf Bernstein
• Paese: Israele
• Ideatori: Lior Raz, Avi Issacharoff
• Produzione: Yes TV
• Distributore: Netflix

Alle origini del conflitto israelo-palestinese

La questione ebraica meriterebbe pagine e pagine di commento o descrizione, tale è il debito culturale che abbiamo verso i nostri “Fratelli maggiori”, come ebbe a definire l’antichissimo popolo ebraico Giovanni Paolo II, ma partiamo dal Secondo dopoguerra. Lo stato di Israele, istituito nel 1948, era inteso come una sorta di risarcimento per il popolo ebraico, a seguito delle persecuzioni patite (non solo dai nazisti). Ma, sin da subito, è emersa la convivenza difficile, praticamente impossibile, con gli abitanti della Palestina e con la comunità araba. Queste, con brutale sintesi, sono le premesse del conflitto pluridecennale e della tensione costante tra israeliani e palestinesi. La questione dei confini, così come il controllo di Gerusalemme, la Città Santa contesa, sono stati oggetto di numerosi tentativi di negoziazione. Non è la sede per approfondire le ragioni di entrambe le parti, possiamo solo registrare che sinora poco hanno potuto fare le diplomazie internazionali, e a parlare sono state le armi: sin dal 1947, allorché scoppiò il conflitto tra le milizie dello Yishuv ebraico e le milizie arabe palestinesi autoctone, passando per la guerra dei sei giorni (1967), la prima e la seconda Intifada, e in mezzo tanti episodi di terrore e morte.

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FONTI

Netflix, IMDb, Cinematographe