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Netflix–Warner: l’accordo sembrava chiuso… Ma c’è un problema! Ecco cosa sta succedendo

20/02/2026 14:03 - Ultimo aggiornamento 20/02/2026 14:03
Dopo l'accordo, quella tra Netflix e Warner Bros. Discovery sembrava una fusione già scritta. Poi, il clamoroso colpo di scena.

Quella tra Netflix e Warner Bros. Discovery sembrava una fusione (da 83 miliardi) già scritta. Un’intesa solida, pronta solo a essere ratificata, che avrebbe portato il colosso dello streaming ad assorbire uno degli ultimi grandi imperi dell’intrattenimento tradizionale. Ma a rimettere tutto in discussione è arrivata, ancora una volta, Paramount.

A dicembre Netflix aveva annunciato con grande sicurezza l’intenzione di acquisire Warner Bros. Discovery per una cifra vicina agli 83 miliardi di dollari. Un’operazione data per praticamente conclusa, al punto che in molti parlavano già di una nuova era per Hollywood. Poi, il colpo di scena: Warner avrebbe riaperto il dialogo con Paramount-Skydance, il gruppo guidato da David Ellison, mentre era teoricamente già vincolata da un accordo con Netflix. Quest’ultima ha concesso a Warner una finestra di sette giorni – fino al 23 febbraio – per valutare la nuova proposta. Da qui la domanda che ora domina il settore: cosa sta davvero succedendo?
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Dopo l'accordo, quella tra Netflix e Warner Bros. Discovery sembrava una fusione già scritta. Poi, il clamoroso colpo di scena.

Un accordo solido… ma non inattaccabile

L’intesa tra Netflix e Warner Bros. Discovery appariva granitica. Sul tavolo c’è un’offerta da circa 82,7 miliardi di dollari, sostenuta apertamente dai vertici Warner. Ma l’operazione comporterebbe una profonda riorganizzazione: Netflix è interessata soprattutto agli asset legati a film e serie TV, mentre resterebbero fuori comparti come i videogiochi. Una parte delle attività verrebbe quindi scorporata, dando vita a una nuova entità autonoma.

Questo schema, però, ha acceso i riflettori dell’Antitrust. Secondo diversi analisti, una fusione di questo tipo potrebbe incontrare ostacoli regolatori significativi. Ed è proprio qui che Paramount, già titolare di una sua piattaforma streaming, vede uno spiraglio: il gruppo di Ellison, forte di rapporti politici solidi e di una struttura più “tradizionale”, potrebbe affrontare un percorso di approvazione meno accidentato. Non a caso, Paramount ha rilanciato aumentando il valore delle azioni Warner fino a circa 31 dollari ciascuna.
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Netflix o Paramount: chi ha (davvero) le carte in mano?

Stabilire oggi chi sia in vantaggio è complicato. Sulla carta, l’offerta Netflix resta quella preferita dal consiglio di amministrazione Warner: 27,75 dollari per azione, con l’obiettivo di concentrare sotto un’unica regia gli studi cinematografici e HBO, separando invece gli asset in declino. È anche l’opzione che, secondo Warner, garantisce la maggiore certezza di chiusura e il miglior potenziale di crescita nel lungo periodo. Il voto degli azionisti è fissato per il 20 marzo.

Dal canto suo, Netflix si è mostrata estremamente sicura, arrivando a liquidare la mossa di Paramount come una manovra di disturbo. Ma Paramount ha scelto una strada diversa: un’offerta ostile, rivolta direttamente agli azionisti, con cifre che cambiano radicalmente lo scenario. Sul tavolo ci sarebbero oltre 108 miliardi di dollari, abbastanza da azzerare i debiti Warner. A differenza di Netflix, Paramount intende mantenere insieme reti via cavo, streaming e studi cinematografici, offrendo inoltre liquidazioni in contanti e un valore per azione superiore.

Dopo l'accordo, quella tra Netflix e Warner Bros. Discovery sembrava una fusione già scritta. Poi, il clamoroso colpo di scena.

Lo scontro finale

Per rendere l’offerta ancora più allettante, Paramount-Skydance si è detta pronta a pagare un bonus aggiuntivo qualora la chiusura slittasse oltre il 2026, assumendosi un rischio potenziale da centinaia di milioni di dollari. Ellison ha inoltre dichiarato che coprirebbe personalmente le penali previste per l’eventuale rottura dell’accordo con Netflix, pari a circa 2,8 miliardi di dollari. La battaglia si è ormai spostata anche sul piano politico. Alcuni investitori vicini al Partito Repubblicano hanno criticato apertamente l’ipotesi Netflix, spingendo per una trattativa con Paramount. Al tempo stesso, il legame della famiglia Ellison con l’amministrazione Trump potrebbe facilitare il percorso Antitrust dell’operazione.

Qualunque sia l’esito, il risultato sarebbe senza precedenti. Con Netflix vincitrice, lo streamer entrerebbe ufficialmente nel cuore del sistema degli studios, mettendo le mani su franchise come Harry Potter, Game of Thrones e l’universo DC. Con Paramount, invece, nascerebbe un colosso media tradizionale di dimensioni enormi, deciso a contrastare l’era dello streaming facendo leva sulla propria massa critica. La partita è aperta. E questa volta, nessuno può davvero cantare vittoria in anticipo.